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L’amianto è considerato un rifiuto speciale e tossico, non assimilabile a rifiuti urbani. Per questo lo smaltimento deve avvenire esclusivamente in discariche autorizzate e specializzate.
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Bonifica e Smaltimento Amianto |
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Il Ministero dell’Ambiente ha predisposto un Albo Nazionale Gestori Ambientali ai quali noi siamo iscritti sia nella categoria 10A con riferimento alla bonifica e rimozione dell’amianto che nella categoria 5 con riferimento al trasporto in discarica dell’amianto stesso.
La nostra ditta cascione costantino ha la capacità di bonificare cantieri di amianto fino a 413mila euro e la capacità di trasportare in discarica fino a 6000 tonnellate l’anno. Ci occupiamo di bonifica di qualsiasi materiale contenente amianto in matrice compatta: dalle coperture, alle canne fumarie, pavimentazioni, pannelli isolanti e altri manufatti che venivano rinforzati da questo materiale nocivo. |
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L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992. Legge 27 marzo 1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto”, prevede nell’art. 1: “Sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto”. Nel D.M. 6 settembre 1994: “Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo la manutenzione e la bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie”, si delinea specificamente la necessità di un “programma di controllo e manutenzione dei materiali di amianto in sede” e si disciplina le modalità tecniche per gli interventi di bonifica di edifici e/o di impianti, mediante rimozione, incapsulamento o confinamento. La normativa si riferisce in via generale a tutti i materiali contenenti amianto e, in modo particolare, agli edifici e agli impianti nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile. Per i materiali compatti (cemento‑amianto ed analoghi), vi è l'indicazione di tenerli sotto controllo, prendendo in considerazione come principali indicatori utili per valutarne lo stato di degrado, in relazione al potenziale rilascio di fibre, le seguenti caratteristiche: ‑ la friabilità del materiale; ‑ lo stato della superficie ed in particolare l'evidenza di affioramenti di fibre; ‑ la presenza di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua e grondaie; ‑ la presenza di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.
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I rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente. Le particelle fibrose che si liberano sono talmente sottili che, inalate, possono raggiungere gli alveoli polmonari e le malattie che ne conseguono sono pertanto associate all’apparato respiratorio; inoltre possono rimanere in sospensione nell’aria anche a lungo. L’amianto è stato riconosciuto come un cancerogeno certo per l’essere umano. I materiali più pericolosi sono quelli che rilasciano facilmente le fibre in aria e cioè quelli friabili, mentre molto più difficilmente le fibre sono cedute dai materiali compatti. Pertanto il cemento-amianto (eternit), essendo un materiale compatto, è molto meno pericoloso dei materiali friabili.
I maggiori livelli di rischio si sono riscontrati negli ambienti di lavoro dove l’amianto veniva manipolato (produzione di cemento-amianto, spruzzatura di edifici o di mezzi di trasporto come i treni e le navi, produzione di tessuti, ecc.) e negli ambienti di vita dove è presente amianto spruzzato in cattivo stato di conservazione. Per i materiali contenenti amianto compatto come le coperture degli edifici in cemento-amianto (eternit) il rischio è, in generale, molto basso ed è comunque legato allo stato di manutenzione dei materiali. I materiali contenenti amianto compatto possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati.
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Prima di tutto è importante controllare lo stato di conservazione delle strutture contenenti amianto ed evitare interventi che lo possano danneggiare. In presenza di materiali friabili con probabile presenza di amianto occorre rivolgersi a ditte autorizzate dotate di personale specializzato. MAI intervenire direttamente su materiali friabili sospetti. Anche in presenza di materiali compatti è necessario effettuare o far effettuare una valutazione sul loro stato di conservazione e manutenzione. Se è necessario bisogna ricorrere a forme di bonifica. La bonifica va effettuata da ditte autorizzate e specializzate per garantire che le procedure siano eseguite secondo quanto stabilito dalla norma: in sicurezza per le persone e l’ambiente. Le tecniche di bonifica previste dal D.M.6/9/94 sono: l’incapsulamento, il confinamento e la rimozione.
Incapsulamento superficiale con vernici speciali Si realizza trattando l’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, costituendo una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Chi la effettua deve rilasciare un attestato di corretta esecuzione. Questo trattamento è efficace per un periodo di tempo limitato e per materiali non troppo degradati
Confinamento Consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. Anche in questo caso bisogna effettuare un programma di controllo e manutenzione.
Rimozione E’ il procedimento di bonifica più diffuso perché elimina ogni potenziale fonte di esposizione, ha i costi più elevati nell’immediato e deve essere condotto correttamente per non aumentare la concentrazione di fibre aerodisperse.
Se il materiale è compatto e in buone condizioni non è pericoloso, ma occorre evitare abrasioni e danneggiamenti. Se il materiale è friabile si devono adottare gli opportuni interventi di bonifica. Ogni intervento di rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto deve essere preceduto dalla stesura di un piano di lavoro da parte dell’impresa esecutrice. Il piano deve essere presentato all’ USL competente per territorio, per la verifica e approvazione.
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Tabella Riassuantiva
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Fonti |
Normativa/Standard |
| L’amianto rappresenta un gruppo di silicati (minerali contenenti silicio) in forma fibrosa, resistenti al calore, all’umidità e agli agenti chimici. |
L’amianto ha avuto largo impiego nell’industria, nell’edilizia, nei prodotti di uso domestico e nei mezzi di trasporto. Negli ambienti confinati si trova nei materiali da costruzione, come isolante acustico o termico, in alcuni elettrodomestici, nei guanti da forno, nei teli da stiro, ecc… Il pericolo è costituito da quei materiali che lo contengono che abbiano subito danneggiamenti o deterioramenti. |
Alcuni riferimenti normativi che riguardano l’amianto:
- Legge 27 marzo 1992 n.257, Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
- D. M. 06/09/1994: Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6,comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n.257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
- D.Lgs. del 17 marzo 1995 n. 114, Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto.
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| Effetti sulla salute |
| Se le fibre vengono inalate possono arrivare ai polmoni determinando gravi e irreversibili danni causati dal loro elevato potere cancerogeno. Le malattie associate sono l’asbestosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma. |
| Misure di controllo |
| Controllo da parte di personale tecnico specializzato che verifichi se il materiale è in buone condizioni. Quando si riscontra che il materiale contenente amianto è friabile, danneggiato o deteriorato, è necessario richiedere un intervento di bonifica. |
Bonifica e Smaltimento Amianto
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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Novembre 2009 11:33 |
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